mar 14, 2015

Posted by arlango in Dipinti murali affreschi e stucchi, Dipinti su tela e su tavola, Novità | Commenti disabilitati

Chiesa di San Giorgio di Rovolon


L’attuale Chiesa fu costruita tra il 1496 e il 1499 su un edificio preesistente, la cui dedicazione a San Giorgio fa pensare ad una fondazione longobarda (VII – VIII sec.) se non più antica e fu consacrata nel 1502 dal Vescovo Barozzi. L’edificio nei secoli ha avuto numerosi rimaneggiamenti e restauri: verso la metà del ‘700, nel 1885,  nel 1905-10 e negli anni ‘50 del ‘900, dei quali rimane traccia scritta anche nei documenti dell’archivio parrocchiale.

Il nostro intervento si è concentrato nella zona absidale dove è stato recuperato il fregio con elementi antropomorfi e vegetali che era nascosto dalla tela di S.Giorgio e da vari strati di scialbi e tinteggiature; questa decorazione, a buon fresco e in ottimo stato di di conservazione può essere ascritta certamente all’epoca più antica della chiesa; il restauro ha interessato anche la decorazione del soprastante catino raffigurante la Vergine in gloria tra gli Apostoli e Angeli; la decorazione, pesantemente ritoccata, sembra essere il frutto di un’elaborazione ottocentesca di un modello più antico.

E’ stata restaurata presso il nostro laboratorio anche la pala raffigurante San Giorgio e il drago; il dipinto su tela, commissionato nel 1546 in sostituzione di una ancona lignea con analogo soggetto andata in rovina, era stato adattato alla pesante incorniciatura ottocentesca ripiegando una significativa porzione della parte inferiore. La pala presenta lo stesso schema compositivo presente nel dipinto di F.Caroto della Chiesa di S.Giorgio di Marega di Bevilacqua (Verona): in alto Madonna con Bambino tra S.Prosdocimo e S.Giustina, mentre nel registro inferiore S.Giorgio rappresentato nell’iconografia tradizionale; nello sfondo a sinistra probabile veduta della corte benedettina di Rovolon. Il restauro ha previsto un meditato intervento conservativo sul supporto che ha ripristinato le misure originali e conservato il dipinto in “prima tela” e poi una rispettosa pulitura che ha eliminato gran parte delle ridipinture presenti.